La Quête des 4000
Blitzkrieg sulla Kanzelgrat dello Zinalrothorn!78° quattromila

19 settembre 2025 · Corona Imperiale

Blitzkrieg sulla Kanzelgrat dello Zinalrothorn!

La traccia

78 Zinalrothorn0 km27,16 km4222 m

Distanza e dislivello secondo le tracce Strava; profilo tracciato dal GPS. Passa sopra la mappa o il profilo per individuare un punto lungo la traccia.

I dati

27,16km
distanza
2695m
dislivello +
2695m
dislivello −
11,5 h
durata
1
vetta
difficoltà
D+ 5b>5a III P4

Il 19 settembre 2025 (partenza 6:42, arrivo 6:42) · in giornata

Vette & itinerario

La vetta

Giorno per giorno

  1. G1Zermatt > Zinalrothorn cresta SE (Kanzelgrat) > Zermatt

Compagno di cordata

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Relazioni e riferimenti

Il racconto

Blitzkrieg indica una tattica militare offensiva che mira a una vittoria rapida colpendo di sorpresa con una forza brutale e concentrata.

Se questa parola, così come il piano della giornata, possono suonare un po' barbari alle orecchie di chi non pratica, testimoniavano in realtà una certa eleganza e soprattutto una bella etica: salire lo Zinalrothorn per la prima volta (almeno per me), tutto d'un fiato dalla valle, con i mezzi pubblici, e per una cresta poco conosciuta.

Era già da tempo che Anthony mi parlava della Kanzelgrat dello Zinalrothorn, questa cresta SE un po' misteriosa perché a quanto pare raramente percorsa. Infatti, se lo Zinalrothorn è relativamente celebre per il suo aspetto superbo e le numerose bellissime creste che offre, la Kanzelgrat sembra restare nell'ombra, poco documentata e piuttosto confidenziale. Tutto ciò che serviva per suscitare il nostro interesse.

E il meteo previsto per quel venerdì era troppo bello per lasciarsi sfuggire la finestra! Come un ultimo sussulto estivo prima di lasciar arrivare l'inverno, la montagna sembrava spalancare le sue porte per lasciarci intraprendere un'ultima bella avventura alpina in questa stagione!

E quest'avventura intendevamo naturalmente viverla nello stile più purista ed etico possibile.

Sveglia alle 3:45, discesa verso Sion sulla mia due ruote turbo-elettrica, e i primi due treni in fila per raggiungere Zermatt. Sono le 6:45 quando ci mettiamo in marcia. Il morale è buono, anzi ottimo, e anche la forma fisica sembra esserci. Due buone ore dopo facciamo tappa alla Rothornhütte per mangiare qualcosa — patate e lardo, cos'altro serve per rendere felice un montanaro? Il meteo è splendido come annunciato, il panorama già grandioso... Ce la godiamo, e il piacere non è solo gustativo! Sentiamo che la giornata sarà grandiosa, anche se è appena cominciata.

E il piacere andrà crescendo, con un avvicinamento tranquillissimo ai piedi della cresta, chiacchierando in tutta calma, senza dimenticare di contemplare lungo la strada tutte queste montagne maestose che ci circondano. E a questo proposito trovo davvero prodigioso «scoprire» panorami del tutto nuovi, e meravigliarmi di queste nuove vedute su montagne che ho pure salito tutte (con la sola eccezione del caro Weisshorn qui accanto!). Trovarsi in un posto nuovo offre prospettive inedite e sorprendenti su queste vette, le loro pareti e le loro creste, e questa novità è fonte di una gioia e di una meraviglia davvero formidabili.

Il momento di attaccare l'arrampicata vera e propria è finalmente arrivato. E ciò che ci aspetta supera le nostre speranze: arrampichiamo in maglietta a oltre 4000 m di altitudine, la roccia è eccellente, il percorso ingegnoso ma evidente, non c'è assolutamente nessuna protezione in loco (a eccezione di un bravo chiodo lì probabilmente da decenni)... Il piacere è totale. Dopo alcuni bei tiri (le cui difficoltà annunciate tra 4a e 5a sono brevi), prendiamo la variante data V+ (che valuteremmo piuttosto 5b), un diedro fessurato leggermente strapiombante che esce dritto sulla famosa Kanzel... Davvero fantastico!

Qualche passo e raggiungiamo la vetta. 78/82! La gratitudine è grande: vetta dello Zinalrothorn raggiunta da Zermatt e per questa Kanzelgrat che avevamo così spesso nominato... Ed esattamente 4 settimane dopo la nostra ultima uscita insieme, con un modus operandi simile per la traversata del Cervino in giornata. Che piacere una cordata che gira così.

Dopo una bella fetta di felicità, e un'altra di torta al cioccolato, cominciamo la discesa. Scendiamo con prudenza la cresta SO, un po' innevata qua e là, poi proseguiamo tranquillamente verso la capanna. Ci lasciamo poi trotterellare fino a Zermatt, dove ritroviamo il nostro punto di partenza senza aver lasciato all'orologio il tempo di fare un giro completo, e senza aver dovuto tirare fuori le frontali per tutto il giorno!

Piccolo aneddoto non proprio rallegrante: la discesa sarà l'occasione per incrociare la cordata di una guida che aveva accompagnato un cliente in vetta allo Zinalrothorn per la via normale... dopo aver preso un elicottero per «l'avvicinamento» ed essere stati depositati a Ober Äschhorn (3550 m). E ad accrescere il mio sgomento, l'elicottero ha recuperato i suoi «passeggeri» dopo la salita. Decisamente, non abbiamo tutti la stessa etica in montagna — né la stessa acuta consapevolezza del dramma che si sta consumando sulle Alpi...

In contrasto con questa constatazione assolutamente desolante, chiudiamo questo racconto celebrando la montagna, l'audacia, l'amicizia, l'etica, la mobilità dolce e la nobiltà del nostro modo di praticare l'alpinismo quando è vissuto in totale armonia con i nostri valori e le nostre aspirazioni.

Al nostro ritorno alla civiltà, apprenderemo anche della morte di un alpinista svizzero partito il giorno prima da Zermatt all'1:30 per salire lo Zinalrothorn. Purtroppo è caduto in discesa verso la fine della cresta N. Le nostre condoglianze alla famiglia e ai suoi cari. Se l'avessimo saputo, non siamo sicuri che saremmo partiti, e di certo non con la leggerezza e la gioia che hanno caratterizzato questa giornata...