47° quattromila26 maggio 2024 · Corona Imperiale
Mitica linea di sci ripido sulla parete SO della Dent d'Hérens
scialpinismoLa traccia
Distanza e dislivello secondo le tracce Strava; profilo tracciato dal GPS. Passa sopra la mappa o il profilo per individuare un punto lungo la traccia.
I dati
Dal 25 maggio (partenza 9:03) al 26 maggio 2024 (arrivo 16:49) · 1 notte — Rifugio Aosta
Vette & itinerario
Giorno per giorno
- G1Arolla > col du Mont Brûlé > col de la Division > rifugio Aosta
- G2Dent d'Hérens salita parete SO e cresta O, discesa parete O > Tête de Valpelline > col de Bertol > Arolla
Compagno di cordata
Clicca su un nome per vederne la mappa.
Relazioni e riferimenti
Il racconto
Sono due anni che ho in un angolo della testa questa discesa, ma nel 2022 e nel 2023 le condizioni chiaramente non sembravano favorevoli. Quest'anno sembra quello buono: a metà marzo e a inizio aprile ero alla Tête Blanche e osservavo attentamente la parete (NB: che si vede molto meglio dalla Tête de Valpelline, dove però non ero mai stato). Un passaggio tra i seracchi sembra possibile, serve solo abbastanza neve per coprire tutti i tratti di ghiaccio.
A fine maggio la finestra sembra buona! Appena rientrato dal nostro raid negli Écrins, condivido l'idea con Romain e gli piace. Una linea mitica, ma difficile da raggiungere, raramente in buone condizioni, e verosimilmente poco documentata. E in effetti, a questo riguardo, a parte le relazioni c2c della salita della parete nel 2006 e della discesa nel 2014, non ho nient'altro da mettere sotto il mio dente d'Hérens! Né traccia GPS, né foto recente dell'intera parete. Bisognerà quindi recarsi sul posto e valutare.
Esteticamente, troviamo elegante realizzare una traversata di questa sublime Dent d'Hérens, ad anello da Arolla, gioiello della nostra Val d'Hérens. Si potrebbe così realizzare un bell'anello tra Hérens e Valpelline, coronato dalla Dent e dalla Tête che fanno da aureola a queste due valli.
Il primo giorno consiste nell'avvicinarsi alla bella, dormendo al Rifugio Aosta. L'avvicinamento è lungo e molto calmo: tutto è vergine (e in particolare il punto 3232 m che troneggia sull'Haut Glacier d'Arolla). Non una traccia né uno sciatore in questo weekend di maggio che pure si annunciava (parzialmente) soleggiato.
Inizialmente avevamo pensato di salire alla Tête de Valpelline per avere una visuale sulla parete O, dato che l'idea era di scenderla a vista l'indomani, ma la visibilità ridotta e la probabilità di non vedere ciò che eravamo venuti a cercare ci hanno portati a preferire risparmiare un po' di energie e filare verso il rifugio.
Il posto è molto tranquillo quando arriviamo, ma presto constatiamo che la notte non sarà tranquilla come speravamo: numerose cordate (tutte partite dall'Italia) prevedono anche loro di salire Sua Maestà di Hérens (vetta per la parete SO + la cresta O, o Spalla 3957 m). Ma saremo evidentemente, e senza grande stupore, i soli a lanciarci nella parete O in discesa.
La sveglia è fissata per le 4, e partiamo sotto un cielo così illuminato dalla luna piena che le nostre frontali sembrano superflue. Tutto comincia bene, eppure… Un vento inospitale non tarda ad accanirsi su di noi per tutta la salita, per poi rinforzare con raffiche sempre più serie man mano che la vetta si avvicina. La tormenta è forte, e il dubbio si insinua.
3700 m, il vento è rude. 3800 m, il vento è infernale. 3900 m, non so cosa pensare, il vento ha congelato i miei ultimi neuroni funzionanti. 4000 m, questo vento ci permetterà di arrivare in vetta? 4100 m, lo spirito di cordata è più forte di questo vento scatenato: ci leghiamo e raddoppiamo la prudenza sulla cresta affilata.
4173 m, Dent d'Hérens. Momento commovente in vetta con le altre 2 cordate che hanno lottato con noi contro gli elementi. Un grazie tutto particolare a Johann (guida di Esprit Liberté) per aver aperto la via sulla cresta sommitale, che sembrava poco invitante con tanta neve e tanto vento!
Mentre i nostri compagni di sventura scendono per l'itinerario di salita, calziamo gli sci per scoprire questa tanto agognata parete O che fin dalle prime curve sembra in condizioni eccezionali. Il seguito è un percorso astuto tra i pendii sciabili e i seracchi, cercando di anticipare le rotture di pendenza e i tratti di ghiaccio vivo.
Non ci siamo sbagliati: un'ora dopo e mille metri più in basso, la nostra felicità è all'altezza dell'investimento fisico e mentale in questo progetto e dell'ambizione con cui ci siamo lanciati in un simile itinerario.
Ancora 20 km, 3 colli e 4 ghiacciai ci separano da Arolla per chiudere il nostro progetto (con in particolare un andata e ritorno alla Tête de Valpelline per immortalare quella famosa parete O!), ma non sembra insormontabile: con la testa tra le nuvole, assaporiamo la bellezza di questi istanti di sforzi e di dubbi, di sogno e di tormenta, che finiscono coronati in un modo così bello.