27° quattromila18 maggio 2023 · Monte Bianco
Monte Bianco: in solitaria da Chamonix e discesa per una parete Nord splendidamente meringata
scialpinismoLa traccia
Distanza e dislivello secondo le tracce Strava; profilo tracciato dal GPS. Passa sopra la mappa o il profilo per individuare un punto lungo la traccia.
I dati
Il 17 maggio 2023 (partenza 1:38, arrivo 14:02) · in giornata
Vette & itinerario
Giorno per giorno
- G1Chamonix > Monte Bianco per i Grands Mulets e discesa dalla parete N > Chamonix
Relazioni e riferimenti
Il racconto
«L'alpinista deve saper mescolare con intelligenza esperienza, saggezza e audacia»
Era da un po' che avevo in mente il progetto di salire il Monte Bianco. Ma lontanissima da me l'idea di ritrovarmi in piena estate con una vera folla in vetta, rifugi pieni da scoppiare, e a sguazzare coi ramponi nella neve fradicia. No, volevo piuttosto onorare questa vetta con una salita con gli sci, in giornata, partendo da Chamonix. Ma non è sempre facile trovare SIA la giusta finestra meteo, SIA il giusto compagno di cordata.
Ieri sera, verso le 19, mi chiedo cosa fare durante il giorno di festa dell'indomani: il meteo è piuttosto brutto e i miei soliti compagni di montagna sono lontani dal Vallese.
Il giorno di festa dell'indomani… l'Ascensione! La risposta viene da sé: pensare a un'ascensione importante, che mi segnerà, che lascerà una traccia in me. Il Monte Bianco per esempio? Per di più non ci sono mai stato! Poco importa se la finestra meteo non è stabile, poco importa se nessuno è disponibile a unirsi al progetto. L'importante è crederci, e soprattutto provarci. Restando ovviamente attento ai rischi oggettivi e con la consapevolezza che la probabilità di tornare indietro prima della vetta è piuttosto alta. Perché l'importante è anche conoscere i propri limiti e saper rinunciare – pur riconoscendo che ognuno pone il cursore dell'impegno a un livello diverso.
È così che, in uno slancio di audacia ma con una giusta valutazione dei rischi (grado di pericolo valanghe limitato, ghiacciai ben chiusi, Jonction in condizioni top), decido all'ultimissimo minuto di tentare un «single push in solitaria» sul Monte Bianco. Dopo 2 ore di sonnellino, preparo le mie cose e mi metto in strada per Chamonix.
Partenza con gli sci sullo zaino dal parcheggio del tunnel poco prima delle 2 del mattino. Direzione la vetta del Monte Bianco per i Grands Mulets e la cresta N del Dôme du Goûter. Le condizioni sono ottime, il meteo è discreto, e la forma è olimpica. Sono nel complesso efficiente e mi fermo solo per verificare il mio itinerario e ingerire qualche caloria. Dopo circa sette ore di salita e ~3200 m di dislivello, all'altezza della capanna Vallot incontro le tre cordate partite alla mia stessa ora, ma dal rifugio dei Grands Mulets. Tre guide, che avevano anche loro fatto la bella scommessa di tentare la salita nonostante il meteo annunciato il giorno prima non fosse granché invitante.
Eppure, è dire poco che la sorpresa fu grande, e la scommessa ampiamente ricompensata: la visibilità restò eccellente per tutta la mattinata, con in più condizioni di neve davvero meravigliose. Dopo aver ringraziato cordialmente i miei nuovi compagni per la loro traccia di grande qualità – che ho seguito per quasi 2000 m di salita! –, propongo umilmente di ricambiare il favore sulla cresta delle Bosses, ultimo tratto che ci separa ancora dalla vetta.
Terminiamo la salita in un'atmosfera molto rilassata e conviviale: le guide sono simpaticissime e sono felice di avere finalmente compagnia dopo tutte quelle ore passate a salire da solo con i miei pensieri. Il contrasto è divertente tra le guide piuttosto chiacchierone e i loro clienti senza fiato e ammutoliti dallo sforzo. Ci diamo il cambio per battere la traccia, chiacchieriamo, facciamo conoscenza, e due ore passano così nel modo più piacevole del mondo. Sento nascere in me un bel sentimento confortante di pienezza: ormai non ci sono più molti dubbi, raggiungerò la vetta e potrò godermi una discesa sublime, per di più in ottima compagnia!
Arriviamo su una vetta immacolata, e ci godiamo per un breve istante la bellezza e la verginità totale dei dintorni. Ci lanciamo infine, le tre cordate e io, in una parete N splendidamente drappeggiata da 25-30 cm di neve fresca. La felicità assoluta. Difficile descrivere in poche parole la sensazione di scendere una parete simile, dove seracchi grandi come palazzi e sospesi come spade di Damocle stanno accanto a terminali e crepacci di cui si osa appena immaginare la vertiginosa profondità. Tutti questi elementi conferiscono al luogo una prestanza e una severità incomparabili, senza tuttavia guastare il piacere di una sciata tutto sommato poco tecnica.
Arrivato all'altezza del rifugio, ringrazio i miei compagni del giorno per le tre belle ore trascorse insieme, e proseguo la discesa verso Chamonix, prima con gli sci e poi a piedi, dove arrivo «esausto ma felice» di questo tentativo piuttosto audace ma coronato da un gustoso successo.